Quando la Venice Fashion Week ha chiuso la sua edizione 2025, tenutasi dal 20 al 26 ottobre, ha chiarito che la moda sostenibile a Venezia ha uno dei suoi palcoscenici più potenti. Per una settimana, la città si è trasformata in un tour di palazzi, atelier, musei e spazi nascosti che hanno rtivelato come l’artigianato possa coesistere con l’innovazione contemporanea.
Un’edizione segnata dall’Economia dell’Artigianato
L’attenzione di quest’anno è stata l’Economia dell’Artigianato, intesa non solo come la ripresa del lavoro manuale, ma come un’alternativa culturale ed economica al lusso tradizionale. Dal punto di vista di Venezia da Vivere, organizzatrici dell’evento e parte dei Grandi Eventi del Comune di Venezia, la moda è stata presentata come un incontro di persone, processi e conoscenze piuttosto che come una semplice successione di sfilate.
Università, fondazioni, hotel e laboratori artigianali hanno partecipato creando una rete che ha collegato talenti locali e internazionali. Tra i membri più attivi vi era la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte , l’Università Iuav, la Fondazione Giancarlo Ligabue e la Venice Design Week.
Scenari che parlavano di moda in modo diverso
Invece di una narrazione incentrata esclusivamente sulle passerelle, la settimana è stata vissuta come un itinerario culturale. Alcuni momenti hanno illustrato in particolare questo spirito:
- Al Palazzo Contarini Polignac, l’inaugurazione con Always in Venice di Alwaysupportalent diede il via al programma.
- La tradizione mosaica di Fornace Orsoni ha assunto una nuova dimensione con opere create da studenti della Kolding School of Design.
- Le Mani Sapienti, dedicato ai giovani designer, ha occupato per la prima volta gli spazi delle Galeries Bartoux.
- Il concetto di Quiet Luxury è stato analizzato in un incontro organizzato con Upskill 4.0.
- Ai Giardini Reali, Sara Sozzani Maino, Dries Van Noten, Antonio Mancinelli e Adele Re Rebaudengo hanno partecipato a un dialogo sul futuro del design e dell’artigianato.
- Il ReWear! riportò l’attenzione sulla sostenibilità al Museo di Palazzo Mocenigo e alle Procuratie in Piazza San Marco.
- Tra le mostre vi furono i 150 anni di Tessitura Luigi Bevilacqua presso il Palazzo Venart Luxury Hotel e il Venetian Glamour di Jacopo Ascari al Ca’ Nani Mocenigo.
- Venezia Sounds ha riunito musica, moda e supporto alla ricerca presso la Tese dell’Arsenale.
Una città aperta: atelier, bottegas e riunioni
Il programma parallelo ha creato un’esperienza che si è diffusa in tutta la città: Atelier Aperti, Colazioni con i Designer, visite di bottega e la consegna del premio Venezia da Vivere & Seguso Vetri d’Arte, assegnato in questa edizione ad Alberto e Rodolfo Bevilacqua.
Queste attività hanno permesso di entrare in contatto diretto con chi mantiene viva la merce veneziana, aggiungendo una dimensione intima che dava alla settimana un carattere unico.
Perché l’edizione 2025 ha lasciato il segno
La Venice Fashion Week 2025 si è distinta perché ha mostrato una Venezia che non si limita a servire da palcoscenico: la città diventa una narratrice. Ogni spazio, dal palazzo più solenne al laboratorio più nascosto, rafforzava l’idea che la moda possa essere sostenibile senza sacrificare il glamour, e che la creatività del Veneto rimanga profondamente contemporanea.
L’evento non celebrava solo la moda, ma anche il modo in cui dialogava con la cultura, il territorio e la comunità.
Redazione dei contenuti: Ailam Team



